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Scudo

Chi erano i Germani > Articoli > Le armi dei Germani

Considerando che l'armamento rispecchia sempre le tattiche militari alle quali è relazionato, interessantissima è l'evoluzione degli scudi in ambito germanico.
Le prime fonti che parlano di guerrieri germanici sono a riguardo del''invasione dei Cimbri e dei Teutoni (113 a.C.), e in quel frangente dalle decrizioni dei classici pare evidente che l'armamento dei Germani rispecchiava quello dei Celti; infatti per Isidoro di Siviglia essi

"...erano armati secondo l'uso gallico"


Isidoro di Siviglia, XVIII,72

Anche la descrizione di Plutarco dell'armamento cimbrico e teutonico ricorda da vicino altre analoghe ai guerrieri celtici.
I Germani di Ariovisto affrontati da Cesare poi, da quel poco che se ne può dedurre, sembrano comportarsi esattamente come gli eserciti gallici, e comunque il grande debito dell'equipaggiamento militare germanico nei confronti di quello celtico tra il III e il I secolo a.C. risalta chiaramente dalle evidenze archeologiche, come dimostra ad esempio il sito di Hjortspring.
I primi scudi germanici ritratti nell'iconografia romana sono infatti oblunghi e muniti di spinatura centrale, esattamente come quelli celtici.
Curioso notare che le raffigurazioni imperiali dei primi scudi germanici presentano sempre scudi provvisti di spinatura centrale ma privi di umbone, esattamente come gli scudi di cultura La Téne del 500 a.C.
La cosa potrebbe essere spiegata con l'endemica povertà e carenza di ferro germanica, o meglio di tecniche estrattive che Tacito stesso ricorderà nel "Germania".
Tra il I e il II secolo d.C. però accanto alla tipologia oblunga, piatta, spinata e priva di umbone si presenta e infine si afferma una nuova tipologia di scudo germanico: sempre piatto e oblungo, ora privo di spina ma provvisto di umbone metallico
Se la carenza di umbone metallico e la presenza di spina potevano essere giustificate con una carenza economica, la mancanza di spina e la presenza di umbone in uno scudo piatto lasciano abbastanza perplessi.
L'evoluzione seguita tra il 500 e il 200 a.C. dalle popolazioni celtche nella progettazione degli scudi è volta ad un costante rinforzo della sua superficie centrale: da uno scudo piatto e spinato si passa ad uno scudo piatto, spinato e con umbone metallico bivalve, fino ad attestarsi su un modello di scudo piatto, spinato e con umbone a fascia
Perché i Germani invece tra il I e il II d.C., a differenza dei Celti non aggiungono l'umbone alla spina ma semplicemente lo sostituiscono alla stessa?
La conclusione è lampante: se la volontà palese dei Celti era quella di irrobustire progressivamente la parte centrale dello scudo per tutelarla contro forti urti frontali, evidentemente i Germani, che in un primo tempo sembrano uniformarsi alle tecniche militari celtiche, finiscono per protendere in Età Imperiale verso un modello di battaglia più dinamico, forse per certi versi simile a quello celtico arcaico, dove una fanteria assai mobile non deve necessariamente sostenere grossi urti frontali e compressioni. La cosa sarebbe avvalorata oltretutto dalle descrizioni di Tacito riguardo all'armamento germanico, che parla come arma principale della framea, lancia corta "generalista", buona sia per il corpo a corpo che per il lancio, assai distante alle lunghe lance galliche di III secolo a.C. ma che sappiamo impiegata massicciamente dai Celti tra il 500 e il 400 a.C.





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