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Chi erano i Germani > Articoli > Gli Dei dei Germani
Nerthus era una divinità ctonia, il cui culto ci viene tramandato Tacito.
"...i Reudigni, gli Avioni, gli Angli, i Varini, gli Eudosi, i Suardoni e i Nuitoni...presi singolarmente non hanno nulla di notevole se non il culto comune di Nerthus, la madre terra, che, secondo loro, interviene nelle vicende umane e scende su un carro in mezzo ai popoli.
Esiste in un'isola dell'Oceano un intatto bosco sacro e, dentro, un carro consacrato alla dea, ricoperto da un drappo: toccarlo è consentito ad un solo sacerdote.
Questi percepisce la presenza della dea nel profondo del bosco e, quando compare, la accompagna con profonda venerazione, mentre è trainata sul carro da giovenche.
Seguono allora giorni di gioia, e sono luoghi in festa quelli che la dea si degna di visitare come ospite.
Non si iniziano guerre, non si impugnano armi; ogni ferro è riposto; solo allora conoscono e amano pace e quiete, finché quel sacerdote riconduce all'area sacra la dea, sazia del contatto dei mortali.
Quindi il carro, il drappo e, se vuoi crederlo, la divinità stessa si purificano in un lago appartato.
Addetti a questo servizio sono alcuni servi, che subito dopo vengono inghiottiti dallo stesso lago.
Ne derivano un arcano terrore e una sacra ignoranza di ciò che può esser visto soltanto da chi è destinato a morire."
Germania, 40, 2-4
Si è cercato di mettere in relazione Nerthus con Njord, divinità propria della cultura vichinga, ma con difficoltà, visto la natura maschile di quest'ultimo.
Si è ipotizzato che Nerthus fosse l'antica compagna di Njord, presente nel pantheon germanico ma decaduta in quello scandinavo, oppure che avesse in principio un'identità ermafrodita, non compresa da Tacito e scomparsa nell'evoluzione del pantheon germanico in quello vichingo.
Secondo l'antropologo inglese John Grigsby, Nerthus sarebbe stata addirittura demonizzata con la definitiva affermazione di divinità dai caratteri maggiormente dinamici e guerrieri che avvenne in procinto del Völkerwanderung, e sarebbe da riconoscere nella malevola figura della strega marina presente nel poema sassone "Beowulf".