Fvlcvm - Rievocazione Germanica


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I Germani e Roma

Chi erano i Germani

Irriducibili avversari di Roma...

Il primo contatto tra i Romani e le popolazioni germaniche avvenne nel 120 a.C., quando i Cimbri e i Teutoni, unitamente alla più piccola tribù degli Ambroni e forti dell'appoggio di numerosi mercenari celtici, dopo aver messo a soqquadro gran parte dell'Europa Nord-Occidentale, si abbatterono con inaudita violenza sulle terre controllate da Roma.
Solo il genio di Gaio Mario salvò la Repubblica dal disastro, e da quel momento in poi il nome di Germani fu per Roma sinonimo di terrore e ferocia.

Il secondo incontro e scontro tra Roma e i Germani risale invece alla campagna di conquista della Gallia Transalpina intrapresa da Giulio Cesare; il condottiero romano si trovò infatti a dover affrontare una confederazione di Suebi ed altre popolazioni germaniche, capitanata dal re Ariovisto, che si era spinto in Gallia sfruttando, similmente a Cesare, i dissidi interni tra le varie nazioni celtiche.
Cesare sconfisse Ariovisto nella Battaglia dei Vosgi, e per cautelarsi da ulteriori ingerenze germaniche, effettuò anche una spedizione punitiva oltre il Reno.

Con l'intento di pacificare perlomeno quella porzione della Germania a diretto contatto con la Gallia Transalpina, in un primo tempo i Romani tentarono di penetrare stabilmente a Est del Reno, ma tanto le conquiste di Tiberio e Druso Maggiore che quelle di Germanico ebbero vita breva, tanto a causa della fiera resistenza locale quanto alla difficoltà di mantenere il controllo su un territorio così selvaggio e scarsamente urbanizzato.

Tra il 167 e il 188 d.C. assistiamo all'avvampare di quelle che passeranno alla storia come "Guerre Marcomanniche", durante le quali l'imperatore Marco Aurelio si trovò a dover affrontare una variegata coalizione di tribù germaniche tra cui spiccavano i Quadi e i Marcomanni, che sciamò a più riprese all'interno dell'Impero devastando le province di Norico, Pannonia, Macedonia e Acaia, ed arrivando persino a porre sotto assedio Aquileia.
Dopo vent'anni di guerra, Marco Aurelio riuscì a ricacciare i Quadi e a sconfiggere e sottomettere i Marcomanni, occupandone le terre d'origine, corrispondenti all'odierna Bassa Austria e Moravia.

A partire dalla fine del II secolo d.C. e gli inizi del III, assistiamo alla trasformazione delle semplici coalizioni di tribù, come quella formatasi durante le Guerre Marcomanniche, a vere e proprie federazioni etniche, come gli Alamanni, nati dalla fusione dei Chatti, dei Naristi, degli Ermunduri, degli Iutungi e dei Semnoni, o come i Franchi, nati dalla fusione dei Cauci, dei Bructeri, dei Camavi e dei Sicambri.

Sono questi i prodromi che preannunciano il
Völkerwanderung, le grandi invasioni barbariche.


...e fedeli ausiliari dell'Impero.

Sappiamo che per primo fu Cesare a servrsi di truppe germaniche, precisamente durante la rivolta pangallica del.52 a.C.
Non potendo più appoggiarsi al popolo gallico degli Edui, fino a quel momento fedeli alleati che avevano sempre fornito ai Romani reparti di cavalleria ausiliaria, ma che ora erano passati dalla parte di Vercingetorige, Cesare si trovò a dover recluare i propri cavalieri presso le popolazioni germaniche che vivevano lungo il Reno.
Da quel momento in poi, Roma fece uso sempre crescente di ausiliari di stirpe germanica, che diedero più di una volta prova di valore e fedeltà.
Se è vero che Arminio, il condottiero germanico che inflisse ai Romani la terribile disfatta della Selva di Teutoburgo, aveva militato sotto le insegne imperiali prima di tradire e di trascinare Quintilio Varo e le sue legioni verso la distruzione, suo fratello, Flavo, rimase fedele a Roma e combattè contro il suo stesso consaguineo ad Idistaviso.
Ausiliari germanici combatterano al fianco di Cesare contro Pompeo a Farsalo, e le prime linee dell'esercito di Agricola nella battaglia di Mons Graupius in Scozia erano di ausiliari Batavi, che secondo la testimonianza di Tacito fecero scempio dei Caledoni di Calgaco.
Celebre poi, e senza dubbio significativa, la raffigurazione degli ausiliari germanici armati di clava ritratti sulla Colonna Traiana al fianco dei legionari nella campagna di Dacia.





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